L’acido ialuronico pensato come progetto d’insieme: si individualizzano le aree e le rughe da trattare, restituendo al viso volumi, sostegno e freschezza — senza stravolgerlo.
L’invecchiamento del viso non è una singola ruga: è una perdita progressiva di volumi e sostegno che coinvolge più aree insieme. Il filler full face affronta il viso come un insieme armonico. Il Dr. Luca Ballestra, chirurgo plastico a Lugano, disegna per ogni paziente un piano individualizzato: quali aree, quali rughe, quanto prodotto — e in che ordine.
Non tutte le aree servono a tutti: il piano viene costruito in consulenza analizzando il viso nel suo insieme, con l’occhio del chirurgo che conosce l’anatomia dei volumi in profondità.
Il filler restituisce volumi e sostegno; il botulino rilassa i muscoli delle rughe d’espressione. Nel ringiovanimento del viso lavorano spesso insieme, ognuno sul suo bersaglio. E quando la lassità supera ciò che la medicina estetica può fare, il Dr. Ballestra — da chirurgo — lo dice con chiarezza: il lifting resta il riferimento per i casi avanzati.
L’acido ialuronico non è un trattamento “usa e getta”: con un protocollo corretto il risultato si costruisce e si stabilizza, e le sedute si diradano nel tempo.
Un percorso sostenibile: più il tessuto viene trattato con costanza e misura, più il risultato dura.
Che il viso viene valutato e trattato come un insieme: si individualizzano le aree e le rughe da trattare — zigomi, solchi, mento, tempie — invece di riempire una ruga isolata ignorando la causa.
No: l’approccio è conservativo e progressivo, con l’obiettivo di restituire i volumi dov’erano — non di aggiungerne di nuovi. Il viso ‘gonfio’ è il risultato dell’eccesso, non del metodo.
Con il protocollo del Dr. Ballestra il risultato si costruisce e si stabilizza: seconda seduta a 10–12 mesi, terza dopo uno-due anni, poi un piccolo mantenimento ogni due-tre anni.
Sono complementari: il filler restituisce volumi e sostegno, il botulino rilassa le rughe d’espressione. Il piano giusto spesso li combina, ognuno sul suo bersaglio.
Il fastidio è contenuto: crema anestetica, anestetico nel prodotto e tecniche di iniezione delicate. Si torna subito alle proprie attività.
Allora è giusto dirlo: quando la lassità dei tessuti supera ciò che la medicina estetica può correggere, la risposta è chirurgica. Il Dr. Ballestra, da chirurgo plastico, offre entrambe le prospettive e consiglia quella onesta per il singolo caso.
Il costo dipende dal piano individuale (aree e quantità di prodotto) e viene definito in consulenza con un preventivo trasparente.
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© Dr. Luca Ballestra – Chirurgo Plastico, Lugano