La riduzione del seno è prima di tutto un intervento di benessere: libera da dolori a schiena e collo, dai solchi delle spalline, dalle limitazioni nello sport. E restituisce un seno proporzionato, sostenuto, armonico.
Un seno eccessivamente voluminoso non è solo una questione estetica: è un peso quotidiano, in senso letterale. La mastoplastica riduttiva rimuove il tessuto in eccesso, risolleva il seno e riposiziona l’areola, restituendo proporzione e leggerezza. Il Dr. Luca Ballestra, chirurgo plastico a Lugano formato alla scuola del Prof. Ivo Pitanguy, la esegue con tecniche che privilegiano forma, proiezione e durata del risultato.
L’ipertrofia mammaria porta con sé una sintomatologia tipica: dolori cronici a schiena, collo e spalle, i solchi scavati dalle spalline del reggiseno, irritazioni e macerazioni nella piega sottomammaria, difficoltà a praticare sport e a trovare abbigliamento adatto. A questo si aggiunge spesso un disagio psicologico importante. La riduzione risolve la causa, non i sintomi.
La mastoplastica riduttiva rimuove il tessuto ghiandolare e la pelle in eccesso, risolleva il seno e riporta l’areola — spesso ridotta anch’essa — nella posizione corretta. Le cicatrici dipendono dall’entità della riduzione: attorno all’areola e verticale nei casi moderati, con l’aggiunta di un tratto orizzontale nel solco nei casi importanti. Come per la mastopessi, il principio è la cicatrice minima sufficiente.
Il risultato è un seno più piccolo ma soprattutto più alto, più sodo e proporzionato al corpo: la maggior parte delle pazienti riferisce la scomparsa dei dolori già nelle prime settimane.
La riduzione viene calibrata sulle proporzioni del corpo e sulla richiesta della paziente, preservando vitalità dei tessuti e forma: l’obiettivo non è il seno più piccolo possibile, ma quello giusto per la tua figura.
Dipende dall’entità della riduzione e dalla tecnica: nelle riduzioni moderate la capacità di allattare è spesso preservata, in quelle importanti può essere compromessa. Il tema viene discusso con chiarezza in consulenza.
Una riduzione temporanea della sensibilità è frequente nelle prime settimane; quella permanente è più rara e il rischio dipende dall’entità della riduzione. Le tecniche che preservano i peduncoli nervosi lo riducono al minimo.
Le cicatrici sono il prezzo dell’intervento, ma maturano nel tempo fino a diventare sottili; il loro disegno segue il principio della cicatrice minima sufficiente. La quasi totalità delle pazienti considera lo scambio ampiamente vantaggioso rispetto ai sintomi risolti.
Le attività quotidiane riprendono in pochi giorni, lo sport gradualmente nelle settimane successive. I dolori da peso scompaiono generalmente già nelle prime settimane.
Il costo dipende dal piano chirurgico e dall’entità della riduzione. In consulenza viene formulato un preventivo dettagliato e trasparente.
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© Dr. Luca Ballestra – Chirurgo Plastico, Lugano